Cina, viaggio nei colori dello Xinjiang

Sappiamo che la Cina è un Paese dalla geografia immensa, ricco di centri popolosi e di zone rurali che si perdono a vista d’occhio. Oggi vogliamo parlarvi di una delle regioni più speciali del paese, lo Xinjiang, una terra dove vivono delle etnie antiche che non hanno modernizzato la loro vita, ma seguono i dettami della natura e delle antiche tradizioni culturali e religiose. Fra essi vi sono diversi gruppi di musulmani turcomanni, fra i quali spiccano i kazachi e gli uiguri, dove questi ultimi sono il gruppo etnico maggioritario.

La traduzione di Xinjiang è ‘nuova frontiera‘, in quanto si tratta di una regione autonoma della Cina dal 1955. La regione è montuosa, confina a sud con il Tibet e a sud est con le provincie di Gansu e Qinghai. Ad est c’è la Mongolia e a nord la Russia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Afghanistan, mentre ad ovest si trovano il Pakistan e il Kashmir.

Dai confini dello Stato possiamo comprendere che si tratta di una regione molto interessante, ricca di contaminazioni religiose e culturali. La regione dello Xinjiang ha però saputo mantenere inalterate le sue tradizioni e, al giorno d’oggi, è patria dei musulmani turcomanni, dove il ceppo maggioritario è costituito dagli uiguri.

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La città più importante della regione è Kashgar, considerata la città più occidentale di tutta la Repubblica Popolare Cinese, un crocevia di raccolta di merci, ma anche di informazione religiosa, in quanto da sempre considerata come centro di cultura islamica per le persone che dalla Persia e dalla Cina si recavano verso l’Europa.

Non si tratta di una concezione ‘moderna’ della diffusione della cultura religiosa, ma profondamente antica, in quanto la regione dello Xinjiang annovera vaste distese inabitate e tanti villaggi sperduti. Diventa quindi comprensibile capire che la maggiore città in termini di popolazione veniva considerata anche come il centro culturale e religioso dell’intera regione.

Al giorno d’oggi, però la politica anti jihadista del governo cinese ha invitato tanti cinesi di han, l’etnia maggiore del paese, a trasferirsi in questa regione per modernizzarne i centri maggiori. Lo scopo è quello di combattere i fenomeni di terrorismo, ma anche quello di rendere la zona più popolosa e proficua per realizzare la nuova via della seta, che collegherà la Cina con l’Europa per mare e per terra.

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Chi sceglie di visitare la regione dello Xinjiang può quindi dedicarsi alle aree meno popolose e avventurarsi in una scoperta naturale di grande bellezza, supportata da scenari naturali mozzafiato e dalla possibilità di scoprire delle aree di grande interessa culturale. La regione dello Xinjiang si rivela interessante anche per chi sceglie di proseguire il viaggio verso l’India, o verso la Mongolia, perché la regione è strategica per questi spostamenti.

Si tratta di un’avventura di grande portata, che fugge dai luoghi più turistici della Cina e che permette di conoscere delle realtà etniche di grande interesse, ma che come molti luoghi dell’estremo oriente, chiede di attuare una informazione preventiva sulla situazione politica che la regione sta vivendo al momento della partenza.